Attraversando il Messico durante il periodo del Día de Muertos, Virginia Zoli costruisce un racconto visivo fatto di attese, silenzi e permanenze. “Se llora y se sigue” non osserva il rituale come evento folkloristico o celebrazione collettiva, ma come presenza diffusa nel paesaggio e nella quotidianità.
Le immagini si muovono tra città, altipiani, villaggi e territori attraversati in viaggio, seguendo una narrazione frammentaria dove il tempo sembra rallentare. Strade quasi vuote, altari domestici, architetture sospese, animali erranti e spazi attraversati dalla luce diventano tracce di una memoria che continua ad abitare il presente.
Il lavoro alterna colore e bianco e nero senza una distinzione documentaria precisa: le fotografie sembrano piuttosto oscillare tra percezione e ricordo, presenza fisica e dimensione interiore. Anche quando il corpo umano appare, resta spesso distante, marginale, assorbito dall’ambiente.
In questo attraversamento, il Messico emerge come luogo in cui la morte non interrompe il quotidiano ma continua a convivere con esso, nei gesti, negli oggetti e nei rituali condivisi. Il titolo del progetto custodisce il senso dell’intera sequenza: piangere e continuare, custodire l’assenza senza smettere di avanzare.
Azul.
Silence Is A Gift.
Untitled.
Del Cielo La Onda Noche. - Recuerdos.
Monte Alban.
Sueño. - Teotitlàn Del Valle.
Luz.
Soledad.
On The Road. - Puebla. - Mexico City.
El Tiempo.
Se Llora Y Se Sigue.
Oaxaca. - Mazunte.
Principio Y Fin.

